Nautica
Croazia - Un arcipelago nel cuore dell’Europa
La costa orientale del Mare Adriatico, che appartiene alla Croazia, è letteralmente una sequela d’isole ed una costa nel cuore dell’Europa. Per raggiungerla, i Tedeschi, gli Austriaci, i Cechi e gli Ungheresi dovranno dirigersi verso sud, i Francesi verso est, gli Italiani partiranno in direzione nord-est o nord, a seconda del loro luogo di provenienza, mentre i Greci si dirigeranno verso nord-ovest. Il bacino adriatico s’è profondamente insinuato nella terraferma, e la sua costa settentrionale vanta ben 1185 isole, isolotti, scogli sommersi ed emersi. La costa croata è, grazie alla sua conformazione frastagliata, lunga la bellezza di 5.951 chilometri. Anche nell’Antichità, prima che queste terre fossero insediate dai Croati, questo mare era una delle più importanti vie di navigazione. Le colonie greche si spingevano lontano, verso nord, sino a Tragurium, mentre più tardi divenne un mare interno del vasto Impero romano. Nel Medioevo la navigazione per queste acque era regolata da potenze come Venezia, più tardi dalla Francia, e poi dagli Inglesi e dagli Austriaci. Noi Croati siamo gente di mare valorosa e capace. I velieri della Repubblica di Dubrovnik (Ragusa) solcavano le acque di tutto il Mediterraneo già nel XIII secolo, ed un paio di secoli più tardi, i velieri di Pelješac e Lošinj, a seguito delle grandi scoperte geografiche, navigavano sino alle coste del Nuovo mondo. Gli Uscocchi ed i corsari di Senj e della Neretva, indomiti, dominavano sui canali e sui mari.
Il tempo delle lotte per il predominio sul mare nel cuore dell’Europa è passato per sempre, e nell’Adriatico giungono i diportisti di tutt’Europa, alla ricerca dell’ambiente più suggestivo per le loro traversate, usufruendo di infrastrutture nautiche all’avanguardia. Sono tanti coloro che ormeggiano le loro imbarcazioni nei marina croati; altri scelgono la costa adriatica italiana come base per i loro yacht; cresce il numero di coloro che prendono a noleggio un’imbarcazione, mentre tanti giungono in queste acque dai porti e dalle coste più distanti del Mediterraneo, soltanto per poter navigare per il mare territoriale croato. Che cosa li attrae? Innanzitutto la lunghezza e l’eterogeneità della costa ed il numero e la diversità delle isole, poi le città e la gente, ed, infine, il pesce, il vino e l’atmosfera tutta particolare di questi luoghi. Perché nel versante croato dell’Adriatico è ancora possibile vedere la vita così com’era alcuni decenni fa, vi si possono ancora trovare persone che vivono in armoniosa simbiosi con il mare e la natura, vi si possono ancora trovare calette isolate nelle quali una spiaggetta sarà solo e soltanto vostra, con il mugghiare delle onde ed il cicalio delle cicale a far da sottofondo musicale.
Le isole adriatiche per i diportisti, specialmente per i velisti, sono posizionate in modo ideale. Si protendono susseguendosi, talvolta con piccole interruzioni lungo il lato maggiore della costa, da Rijeka (Fiume) sino a Dubrovnik (Ragusa). Distanti tra loro in media non più di dieci miglia nautiche, chiudono numerosi canali tra la terraferma e le altre isole. Sulle isole e sulla terraferma si contano più di millecinquecento golfi e porti, adatti per l’ormeggio, per la fonda o per trascorrervi la notte. Sono, questi, luoghi ideali per la navigazione a vela, ma anche per le crociere con uno yacht a motore o con una barca per la pesca d’altura. Avrete tutto a portata di mano e se lo vorrete, potrete trascorrere l’intera la notte a navigare. Se dovesse mettersi cattivo tempo, o dovesse improvvisamente soffiare un forte vento, potrete trovare un riparo dove ormeggiarvi ed aspettare che il mal tempo passi. L’Adriatico, un po’ come tutti i mari, non può essere considerato un mare non pericoloso. Occorre conoscerne i venti, le leggi e l’indole, e navigare seguendo le norme della navigazione: ed allora, andar per mare sarà un piacere. Nel cuore della stagione nautica, però, le condizioni per navigare, anche a vela, sono spesso più favorevoli. Il maestrale e la tramontana sono i venti più frequenti e sono particolarmente favorevoli per veleggiare. Lo stesso vale per il levante, mentre d’estate le forti sciroccate sono rare. Anche la bora diminuisce un po’ la sua intensità, anche se è bene tenersene alla larga, come dalle tempeste estive. La conformazione frastagliata della costa, le correnti ed i venti locali rendono la navigazione interessante. A bordo non è mai noioso. Occorre sempre tenere d’occhio qualcosa. Per raggiungere una meta, normalmente occorre adattare la rotta ed il modo di navigare. In barca a vela, per un po’ andrete a favore di vento, poi converrà virare contro vento e attraversare uno stretto canale od un passo. Questa varietà vale anche quando navigate a motore. Durante la navigazione il paesaggio muta continuamente. In alcuni punti, la costa è quasi disabitata e spoglia, sferzata dalla bora invernale, come quella del versante settentrionale delle isole di Rab (Arbe) o Pag (Pago). I versanti meridionali, di solito, sono, soprattutto se vi spingete ancora più a sud, ricchi di vegetazione. A momenti navigherete lungo fitte pinete che calano a lambire il mare, come quelle su Lastovo (Lagosta) o Jakljan; a momenti, vi si parerà davanti la macchia mediterranea o un terreno brullo. V’accosterete ed approderete nei porti delle città mediterranee o in piccoli paesi di pescatori. Spesso v’imbatterete in cale nelle quali si trovano soltanto due o tre casette. Spiagge come quella di Zlatni rat a Bol, che muta il suo aspetto a seconda della direzione dei venti, non è necessario neanche nominarle.
Le località isolane sono varie ed interessanti e degne di esser conosciute. La vita su tante di esse, come Korčula (Curzola), Hvar (Lesina) e Vis (Issa), risale all’era antica, e porta ancora i segni della vita urbana di epoche remote. Altre località sono più recenti, nate come porticcioli di pescatori o porti dei grandi insediamenti isolani, distanti dalla costa. E siccome tanti abitanti delle isole adriatiche vivevano d’agricoltura, costruivano i loro villaggi nell’entroterra, di regola sui pendii lungo fertili campagne. Questi paesi hanno conservato, più degli altri, il loro aspetto autoctono, con pochi abitanti, per la verità, ma quando li visiterete, vi troverete lo spirito dei tempi andati.
L’Adriatico può esser suddiviso in tanti modi. La più frequente suddivisione è quella che parla d’Adriatico settentrionale e d’Adriatico meridionale, con il punto di divisione presso Punta Planak, tra Rogoznice e Primošten. Per esigenze di navigazione, tuttavia, potremmo suddividere l’Adriatico settentrionale in tre settori: l’Istria, le isole del Quarnero e la costa ai piedi del Velebit, l’arcipelago di Zadar (Zara) e Šibenik (Sebenico) e le coste relative. L’Adriatico meridionale comprende la parte che va da Rogoznica sino a capo Prevlaka, in prossimità del confine con il Montenegro. Ognuno di questi settori, a modo suo, è differente ed interessante.